Ricerca

Viandanti

Articoli più letti

Equitan e la moglie infedele

Il lais di Equitan ha come tematica sempre il tradimento, ma non solo, anche la premeditazione di omicidio del marito della protagonista, una cosa che oggigiorno finirebbe sul banco di un giudice con capi d’accusa quali: omicidio premeditato, complicità in omicidio e occultamento di cadavere, roba da 30 anni di carcere e roba che nel Medioevo come minimo prevedeva una bella impiccagione, alla salute del popolo!

 

Il lais di Equitan, diversamente dagli altri, contiene una morale alla fine e che non vi anticipo per non rovinarvi la sorpresa e, sempre diversamente, dagli altri lais la storia comincia nel bel mezzo del tradimento. Equitan è il protagonista maschile della storia e viene descritto come un re che più che amare le leggi ed i principi, ama il divertimento e le donne e la caccia, salvo casi molto gravi che gli impediscano di dedicarsi a sé stesso e ai suoi svaghi. Equitan ha un siniscalco che praticamente governa per lui e questo siniscalco ha una moglie, della quale Equitan è innamorato da tempo, pur senza averla vista e quando finalmente può cominciare a vederla allora tende a volersi svagare sempre più da solo che in compagnia e va a trovare la dama, le fa doni e promesse d’amore, ma lei, Maria di Francia non fa accenni, sembra solo lusingata da codeste dichiarazioni. Dal momento che la protagonista del lais, di cui non vengono date informazioni diverse da quelle che ne descrivono l’aspetto, sembra solo lusingata, Equitan si tormenta.

 

La notte non dorme né riposa,

ma si biasima e si rimprovera :

« Ahimè !, dice, quale destino

mi ha portato in questa contrada?

Per questa dama che ho visto

mi è penetrata nel cuore un'angoscia

che mi fa tremare tutto :

penso che non potrò fare a meno di amarla.

E se l'amo, commetterò un peccato ;

è la moglie del siniscalco ;

gli devo essere fedele e amico,

così come desidero che lui sia per me.

Se, con qualche strattagemma, venisse a saperlo,

sono sicuro che proverebbe un grande dolore.

Tuttavia sarà assai peggio

se per lei sarò straziato.

Che peccato se una donna così bella

non amasse e non avesse un amico !

Che ne sarebbe della sua grazia,

se non si lasciasse andare all'amore?

Non c'è nessuno al mondo che, amato da lei,

non se ne sentirebbe gratificato.

Se il siniscalco ne venisse a conoscenza

non dovrebbe forse dispiacersene troppo :

non può tenerla per sé soltanto !

voglio dividerla con lui ! » Dopo aver così parlato, sospirò,

poi si gettò sul letto e si mise a pensare.

Alla fine parlò e disse : « Ma di che

mi sto tormentando e angustiando?

Non so ancora né ho saputo

se lei mi vorrebbe come amico ;

ma tra poco lo saprò.

Se lei provasse quello che io provo,

il mio dolore cesserebbe.

Dio mio ! Quanto tempo manca ancora all'alba!

Non riesco a trovare riposo; è tanto che mi sono coricato, ieri sera ! »

(Equitan, Lais di Maria di Francia, vv. 65-100)

 

I tormenti sono gli stessi di Guigemar nel lais omonimo, ma questa volta, il protagonista, Equitan, fa un esame di coscienza del tutto originale: la donna che lui ama, essendo sposata, non dovrebbe essere infedele al marito che oltretutto è anche vassallo un suo vassallo, ma poi ci ripensa e arriva alla conclusione che quella moglie non può non essergli amica e che sarebbe un vero peccato se lo rifiutasse; arriva così alla conclusione che forse il siniscalco non sarebbe poi così contrariato a dividere la moglie e il letto con il re. Dopo essersi tormentato e rigirato comincia ad “ammalarsi” e il siniscalco preoccupato ha la brillante idea, ignaro ovviamente di come stanno davvero le cose, di far venire sua moglie a far compagnia al re. Equitan si dichiara a lei, incurante che lei lo corrisponda davvero o no. Questa donna non sa che pesci pigliare: non sa se essere fedele o no al proprio sposo, un dilemma shakespeariano della serie “essere o non essere”.

 

Le aprì il suo cuore ;

le ha fatto sapere che muore per lei.

« Sire, gli ha detto la dama,

occorre che io rifletta ;

così di primo acchito

non so che partito prendere.

Voi siete un re di grande nobiltà ;

io non ho pregi tali

da legarvi

in un rapporto d'amore.

Qualora aveste soddisfatto il vostro desiderio,

lo so con sicurezza, non ho dubbi,

mi lascereste subito,

e gran danno me ne verrebbe.

Se comunque vi dessi il mio amore

e accettassi la vostra proposta,

non sarebbe pari

fra noi due il rapporto amoroso.

Poiché siete un re potente

e mio marito è vostro suddito, credereste, a parer mio,

di avere un diritto sul mio cuore.

L'Amore non è conveniente se non è pari.

Vale più un uomo povero e leale,

che sia saggio e valoroso,

e più felice è il suo amore

di quello di un principe o di un re

quando non sia leale.

Chi ama persone superiori

alla sua condizione,

nutre poi dubbi su qualsiasi cosa !

L'uomo potente stia attento, dal canto suo,

che nessuno gli tolga l'amica

che egli vuole amare per diritto di signoria ! »

Allora Equitan le risponde :

« Di grazia, signora ! Non dite così !

Non sono veri gentiluomini

ma borghesi abituati a barattare

quelli che, per ricchezza e possessi,

volgono ad oggetti vili la loro attenzione.

Non c'è dama al mondo, se è saggia,

cortese e schietta di cuore,

purché degnamente voglia amare

e non sia volubile,

possieda pure solo il mantello,

per la quale un principe potente

non debba soffrire

e provare leale amore.

Chi è incostante in amore

ed è abituato all'inganno,

è gabbato e deluso ;

si è visto che accade a molti.

Non c'è da stupirsi se va male

a chi se lo merita, con le sue azioni.

Mia cara signora, mi affido a voi :

non consideratemi un re,

ma vostro servitore e amico.

Vi giuro e dico in tutta sincerità

che farò ciò che vi piacerà.

Non lasciate che io muoia per voi !

Siate la padrona ed io lo schiavo,

siate fiera ed io supplichevole ».

Tanto le ha parlato il re

e tanto le ha chiesto grazia

che lei lo assicurò del suo amore

e gli concesse il suo cuore.

Si impegnarono reciprocamente con gli anelli,

si giurarono fede a vicenda ;

e la mantennero, si amarono molto,

poi ne morirono e cessarono di vivere.

(Equitan, Lais di Maria di Francia, vv. 113-184)

 

In questi versi Maria di Francia non manca di fare filosofia sull’amore e sulla costanza degli amanti, della differenza tra l’amore dei nobili e quello delle altre classi sociali, come se l’amore tra uomo e donna fosse diverso a seconda del ceto; la donna prima si comporta saggiamente rispondendo che l’amore di Equitan la lusinga ma la mette anche davanti ad una tremenda ed imbarazzante scelta: fare morire il re o amarlo e farlo vivere.

 

« Lei può dargli intera consolazione

e può anche farlo morire.»

 

image

Figura 1 – Le tre parche in una rappresentazione del XVI secolo.

 

La donna viene così paragonata ad una parca, la terza per la precisione, Atropos, che taglia il sottile filo della vita; la parca è colei che decide della sorte dell’uomo, in passato erano anche chiamate Fatae, cioè coloro che decidono il fato, il destino e il destino Equitan sicuramente non è rosa e fiori come può sembrare alla fine dei versi sopra citati.

Da quanto raccontano gli ultimi versi, sembra inoltre che i due amanti si sposino e quindi la protagonista femminile contrarrebbe la bigamia, perché è contemporaneamente sposata al siniscalco di Equitan. « Molto tempo durò il loro legame senza che nessuno ne sapesse niente. Quando giungeva il momento del loro incontro, allorché dovevano parlarsi, il re faceva dire al suo seguito che si faceva fare un salasso in segreto. Si chiudevano le porte delle camere; non si sarebbe trovato nessuno tanto audace, a meno che il re non lo avesse mandato a chiamare, che entrasse una sola volta lì dentro.». (Equitan, Lais di Maria di Francia, vv. 185-194).

I maligni avrebbero voluto tanto sapere che tipo di salasso era e perché tanta segretezza. Il salasso era una pratica medica antica già nel Medioevo, anche se appena un secolo dopo, tale pratica fu messa in discussione proprio perché secondo i metodi galenici era non solo errata, ma spesso poteva provocare la morte [1], specie se si considera che gli stati febbrili richiedevano salassi abbondanti. Anche se i maligni lettori di questo lais, in epoca medievale, avranno pensato a chissà quali salassi si sottoponesse il re della storia, non sarà mancato chi non si sia chiesto se per caso il siniscalco non si preoccupasse che il suo re si facesse salassare così tanto e fosse sempre in forma per permettersi di coltivare gli svaghi di sempre, mentre lui mandava avanti il regno.

 

« Il siniscalco teneva corte,

ascoltava le cause e le dispute. »

 

Poiché nel Medioevo un re che non prendeva moglie era mal visto dal popolo e dalla Chiesa, anche Equitan avrebbe dovuto prendere moglie, ma non ne voleva nemmeno sentir parlare e così dopo tanti rifiuti la sua “amica”, la moglie del siniscalco, andò da lui per chiedergli conferma del suo amore e la risposta di Equitan è alla stregua di un patto diabolico: la morte del siniscalco per il regno e la vita da regina e la sciagurata non osò rifiutare!

 

Il re le ha detto con tutto il suo amore:

« Mia bella amica non abbiate paura !

State sicura che non mi sposerò

né vi lascerò per un'altra.

Sappiate con certezza e credetemi,

se vostro marito morisse,

vi farei regina e mia sposa.

Nessuno potrebbe impedirmelo ».

La signora l'ha ringraziato

e dice che gliene è molto grata ;

e se le assicurasse

di non lasciarla per un'altra,

cercherebbe al più presto

di far morire suo marito.

Cosa facile da ottenere

se il re volesse aiutarla.

Egli le risponde di sì :

ogni cosa che lei suggerirà

egli eseguirà con tutti i suoi mezzi,

bene o male che vada.

« Sire, fa lei, se non vi spiace,

venite a cacciare nella foresta -

nella contrada dove abito.

Nel castello del mio signore

prendete alloggio; vi faranno un salasso

e, il terzo giorno farete il bagno.

Mio marito farà il salasso con voi

e anche il bagno.

Ditegli bene, non lo dimenticate,

di tenervi compagnia!

Io farò scaldare il bagno

e portare le due vasche;

preparerò il suo bagno caldo e bollente:

non c'è uomo al mondo die non sarebbe scottato

e straziato prima ancora di immergervisi.

Quando sarà morto e ustionato,

farete venire i vostri uomini e i suoi,

e mostrerete loro come è morto di colpo nel bagno. »

Il re le ha solennemente garantito che farà secondo la sua volontà.

(Equitan, Lais di Maria di Francia, vv. 220-265)

 

Viene così preparata una trappola per il terzo incomodo, il siniscalco. Gli eventi si susseguono come progettato dai due amanti, quando arriva il momento di farsi fare il salasso il re fa chiamare anche il siniscalco e lo invita a fare lo stesso, ma il siniscalco decide di alzarsi quasi subito dopo e di andare a svagarsi un po’ ed Equitan decide di approfittarne e fa chiamare la donna, la fa coricare accanto a sé e si divertono o come direbbe Maria di Francia «si amarono», con una cameriera che doveva fare per loro la guardia. Accade però un imprevisto: il siniscalco torna e quando fa per tornare dal re, nella sua camera da letto, la trova chiusa con quella specie di cane da guardia ad impedirgli di oltrepassare; l’uomo però non cede e sfondata la porta sorprende i due amanti.

 

Ecco che ha trovato il re e sua moglie

sdraiati e abbracciati.

Il re volse lo sguardo e lo vide venire ;

per coprire la sua onta

saltò a piè pari nella vasca ;

era tutto nudo e spogliato,

ma non ci pensò neppure :

lì dentro si ustionò e morì.

(Equitan, Lais di Maria di Francia, vv. 290-298)

 

Ecco che Equitan viene punito, la sua lussuria e le sue brame gli si sono ritorte tutte contro e così anche i piani della sua amante e moglie del siniscalco. Poiché il siniscalco ha visto quanto è successo, ha capito quale era il piano dei due amanti e così prende la moglie e la getta nella vasca con acqua bollente e la storia finisce qui. Ecco allora la morale, che Maria di Francia non tarda a dare:

 

Chi volesse dedurre una morale

potrebbe qui trovare un esempio:

chi cerca di far male agli altri,

poi tutto il male ricade su di lui.

 

Secondo la morale, il male pensato, fatto o tentato torna sempre indietro a chi ne era il mandante e così è di Equitan e della sua amante. Se si tratti di un puro caso che il siniscalco sia andato via dopo il salasso e sia tornato proprio nel momento critico, quando i due amanti sono in piena bufera ormonale o se si tratti di una punizione provvidenziale ai due o ancora se sia per caso stato tutto calcolato dal siniscalco, sospettoso di essere stato tradito sono speculazioni cui Maria di Francia non fa accenno e comunque siano le cose, la morale vuole essere chiara e non lasciare dubbi.

La morale nei lais e le basi nel ciclo arturiano

A dire il vero questo lais non è il solo ad avere una morale simile, anche i lais del Frassino e quello di Bisclavret (o Garwaf in normanno), Lanval e Yonec conbtengono una morale, anche se non esplicita come in questo lais, dove il tradimento e il male fatto vengono sempre puniti. Questo lais, in vero, contiene un fondo di realtà probabilmente ed è difficile credere che sia stato inventato di sana pianta senza aver prima preso spunto da altre storie, come quelle del ciclo arturiano. Il concepimento di Artù avviene in una circostanza molto simile a quella descritta in questo lais, il tradimento però va buon fine per i traditori, se così li vogliamo chiamare. I lais di Maria di Francia e le opere di Chretien de Troyes e Goffredo di Monmouth sono tutte dello stesso breve arco di tempo: il XII secolo. I lais furono scritti tra il 1160 e il 1175 mentre le opere di Goffredo di Monmouth cominciarono dal 1135 e terminarono con la morte di Goffredo nel 1155. Il 1135 è l’anno di nascita di Chretien. Chretien ha 20 anni quando Goffredo muore e i lais di Maria di Francia non sono ancora stati scritti, se mettiamo questi tre grandi autori su di una linea temporale possiamo osservare che il primo di tutti è Goffredo ed il secondo Chretien, Maria di Francia è l’ultima e quindi non sarebbe stano se si fosse ispirata per i suoi lais ad alcune vicende del ciclo arturiano: come si diceva prima, il lais di Equitan assomiglia molto alla vicenda in cui fu concepito Artù. Igraine e Gorlois erano marito e moglie e duchi di Cornovaglia e Uther era destinato a diventare Grande Re di Britannia, quale che sia la versione di storia arturiana che scegliamo di prendere come punto di partenza per il nostro confronto. Le differenze si notano solo in merito al tradimento: secondo la versione celtica Igraine e Uther si amavano, ma mentre Uther era più disposto a tradire per avere Igraine, lei per principio preferiva non tradire, tuttavia non poteva nemmeno nascondere il suo amore e sarebbe stato Gorlois a tradire Uther per gelosia, ma perse e morì. Così Uther chiede a Merlino di dargli le sembianze di Gorlois per entrare a Tintagel e stare finalmente con Igraine. Lei lo crede Gorlois fino al mattino seguente quando dei soldati riportano la salma del duca di Cornovaglia e l’incantesimo cessa, Uther può legittimamente prendere Igraine come sposa, incorporare la Cornovaglia ai propri domini e porre una sicura discendenza sul trono della Britannia. La versione celtica altro non è che quella di Goffredo di Monmouth, scritta in riferimento al periodo immediatamente successivo alla caduta del 476 d.C. di Roma. Nella versione celtica la Britannia non è divisa solo tra barbari e indigeni, ma anche tra cristiani e pagani, seguaci del culto della Dea Madre. Igraine anche se ha sposato un cristiano è della religione pagana e così Uther e questa versione fu ripresa poi nel secolo scorso da diversi scrittori tra cui Marion Z. Bradley ne Le nebbie di Avalon, si tratta di una versione che possiamo definire ufficiale anche se poi fu probabilmente riadattata e rimaneggiata nei secoli successivi per i motivi più svariati. Secondo alcune versioni rimaneggiate Gorlois sarebbe morto mentre si consumava il tradimento mentre secondo altre, non si tratterebbe di un vero e proprio tradimento da parte di Uther e di Igraine, piuttosto uno stratagemma per prendere due piccioni con una fava: la donna e la Cornovaglia! Come Gorlois probabilmente capì che sua moglie aveva deciso dentro di sé che non lo voleva più come marito, forse anche il siniscalco di Equitan aveva avuto la stessa impressione, ma mentre quest’ultimo scampa al tradimento, così non è per Gorlois che muore. Situazione analoga, ma in Equitan il tradimento e la premeditazione dell’omicidio sono più che espliciti, mentre nel ciclo arturiano secondo la versione ufficiale di Goffredo di Monmouth non ci sono premeditazioni di uccidere Gorlois da parte dei due amanti. Secondo versioni rimaneggiate Uther aveva avuto accesso ad Igraine e alla Cornovaglia solo dopo aver fatto un patto con Merlino: la donna e la Cornovaglia in cambio del frutto del suo tradimento e così Merlino avrebbe tolto ad Igraine il figlio e datolo in adozione ad uno dei soldati di Uther, Sir Ector. Secondo Goffredo, invece, Artù sarebbe cresciuto a Camelot e solo in tenera età sarebbe stato condotto via per essere iniziato ad essere un futuro Re. Probabilmente anche Goffredo non inventò niente e mescolò l’opera precedente di Nennio [2] con elementi della propria fantasia ed alcuni eventi storici reali. Difficile dire chì fu il primo a dire che le cose andarono in un certo modo, certo è che Maria di Francia non fu né la prima né l’ultima, ma solo una dei tanti.

Fonti bibliografiche

  • AA.VV. (1992). Lais di Maria di Francia (II ed., Vol. 24). (G. Angeli, A cura di) Milano, Italia: Pratiche Editrice.
  • Wikipedia. (s.d.). Nennio, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Nennio
  • Wikipedia. (s.d.). Salasso, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Salasso

Note

[1] Galeno credeva che il sangue fosse l'umore dominante, quello che avesse più bisogno di essere controllato. Al fine di bilanciare gli umori, un medico avrebbe rimosso il sangue in 'eccesso' (la pletora) dal paziente o gli avrebbe dato un emetico per indurre il vomito, o un diuretico per indurre la minzione. Galeno creò un complesso metodo per calcolare quanto sangue dovesse essere rimosso a seconda dell'età e della costituzione fisica del paziente, nonché della stagione, del clima e del luogo. La febbre, l'apoplessia e la cefalea erano considerati sintomi della pletora. Il sangue da asportare era di una natura specifica determinata dalla malattia: poteva essere arterioso o venoso, e lontano o vicino all'area affetta del corpo. Egli collegava i diversi vasi sanguigni ai diversi organi, secondo il loro presunto scarico. Per esempio, si doveva attingere alla vena della mano destra per curare problemi al fegato, mentre alla vena nella mano sinistra per problemi alla milza. Più era grave la malattia, più sangue si doveva prelevare. Le malattie febbrili richiedevano salassi abbondanti.

[2] Nennio è il nome di due personaggi almeno parzialmente leggendari, associati con la storia del Galles. Il meglio conosciuto dei due è Nennio, lo studente di Elvodugus. Elvodugus è comunemente identificato con il vescovo Elfoddw di Gwynedd che convinse la parte gallese della cristianità celtica a celebrare la Pasqua nello stessa data degli altri cattolici in Britannia nel 768 e che è ricordato, per l'ultima volta, negli Annales Cambriae per essere morto nel 809. Questo Nennio è tradizionalmente posto nell'inizio del IX secolo ed è identificato come l'autore di almeno una parte dei manoscritti che formano l'Historia Brittonum. Recentemente è stato fatto notare come il manoscritto che attribuisce a Nennio la paternità dell'opera sia di almeno due secoli posteriore (XI secolo) ma la maggior parte degli storici continua a riferirsi a lui come autore, o almeno redattore basandosi su testi precedenti, della versione della Historia giunta fino a noi.

0 commentarium:

Posta un commento

Gentile Viandante, il tuo commento sarà pubblicato non appena approvato dall'Amministratore entro 24h. Si raccomanda di non usare questo spazio per fare commenti o domande su argomenti che non centrano con quanto scritto nel post che ti accingi a commentare. Se hai delle richieste specifiche clicca qui: Scrivici. Non si risponde tramite questo servizio poiché non sempre vi è la certezza che l'utente riceva o legga la risposta. Puoi usare questo spazio anche per esprimere apprezzamenti, nel rispetto delle norme della buona educazione e del regolamento del sito.

Gli utenti che utilizzeranno questo spazio per scrivere insulti a noi o altri utenti del blog, bestemmie o inviare link con virus o materiale illegale, saranno segnalati alla Polizia Postale.