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Santa Rita da Cascia (1381-1457) - La Santa degli Impossibili

Ragazza, donna, sposa, mamma e monaca e infine Santa. Una vita costellata da tutte le tappe di ogni donna, ma un esempio unico in tutte, un modello di umiltà ed obbedienza che ha trasformato l'impossibile in qualcosa di vero, bello, casto e Santo!

La vita

 

Santa Rita da Cascia ( nome di battesimo: Rita Lotti o come sostengono alcuni Rita sarebbe stato il diminutivo di Margherita) nacque a Roccaporena, nei pressi Cascia (PG) nel 1381 quando ancora in Italia i comuni e le fazioni famigliari del Medioevo, si disputavano titoli, terre e giustizia. Della prima parte della sua vita, come la sua infanzia non abbiamo notizie certe, eccetto un'opera di Agostino Cavallucci nel 1610. Era figlia unica del padre, Antonio Lotti e della madre, Amata Ferri. Sembra che siano stati i genitori ad improntare in lei la forte fede religiosa e soprattutto le diedero un'educazione insegnandole a leggere e a scrivere. L'educazione infatti e la facoltà di leggere e soprattutto scrivere era una facoltà di pochi nel Medioevo, riservata nel 90% dei casi alla nobiltà e al Clero. La maggior parte della popolazione per tutto il Medioevo era analfabeta.

I genitori di Rita sembra che fossero "Pacieri di Cristo" nelle faide tra i signori di Cascia cercando di ammonire i violenti a posare le armi e cercare accordi pacifici. Il loro agire non fu vano, adottando la Fede cristiana come argomento di persuasione, ma gli effetti dell'agire stesso si videro solo molti anni dopo la loro morte.

Come detto, dell'infanzia della Santa non abbiamo notizie certe. Quello che è certo è che la sua vita non è stata facile, ma costellata da continue e dure prove che mai hanno fatto vacillare la sua fede, la sua ferma e serena fiducia in Dio, la sua mitezza e la sua bontà.

 

L’amore di Paolo: sposa e madre

Intorno ai 13 anni Rita "vide la strada della propria vita" incrociarsi con quella di un uomo molto più grande di lei: Paolo di Ferdinando Mancini. Sembra che Paolo se ne fosse innamorato quasi da subito e aveva circa 6-7 anni più di lei e quindi doveva avere sui 20 anni quando si conobbero.

Questo amore venne coronato solo dopo due anni circa (sembrerebbe così dalle fonti storiche) dalla richiesta formale di Paolo come pretendente alla mano di Rita, al padre di lei. Il padre infatti aveva acconsentito, ma solo a patto che data la giovanissima età della figlia, il matrimonio si fosse ufficialmente celebrato di li a due anni in modo che Rita avesse anche un attimo in più di tempo per prendere consapevolezza di un passo come il matrimonio, il tempo anche per crescere e diventare una donna prima di diventare una moglie.

Paolo, prima di conoscere Rita e anche dopo il loro fidanzamento e dopo il matrimonio, era un ragazzo che amava come tanti il divertimento, lo svago e dato il periodo che lo ha visto protagonista, anche la battaglia e la guerra. Non era un ragazzo che amava essere contrariato e impose la propria autorità a Rita, in quanto moglie e la impose ai propri figli quando questi nacquero.

 

[L'amore per Rita e l'amore da lei contraccambiato sia come donna che come moglie lo cambiarono profondamente, spingendolo ad un cambiamento radicale della propria vita e ad una conversione. Paolo aveva iniziato a voler tagliare tutti i fili che lo legavano ad un passato macchiato di sangue e delitti e peccato per abbracciare una vita più semplice, ma più bella e vera che gli offriva Rita. Purtroppo la famiglia di Paolo (che non aveva proprio sorriso all'idea del matrimonio tra lui e Rita e alla quale comunque non aveva fatto opposizione) e quella nemica finirono per fare di lui una vittima della propria faida. La famiglia non era intenzionata a perdere così facilmente uno dei maschi del nucleo famigliare stesso ed uno dei capi militari più importanti della faida, interesse che invece aveva il nemico. Eliminando Paolo avrebbero fatto perdere sicuramente diversi punti a favore della famiglia Mancini.

Infatti Paolo restò vittima di un agguato (1413), nel ritorno a casa e sembra che morì proprio tra le braccia di Rita, svegliata in piena notte dalle urla lontane. Le ultime parole di Paolo furono per Rita e i figli, che Paolo amava e ai quali rendeva un grazie per avergli fatto conoscere se pur per breve tempo la vera vita illuminata dalla luce del Signore ]

 

Paolo e Rita avevano infatti avuto due gemelli: Giangiacomo e Paolo Maria. I due erano già grandicelli (sui 15 anni) quando la morte di Paolo sopraggiunse prematuramente per mano nemica. Rita da subito aveva capito chi aveva agito da braccio della morte e nonostante tutto il dolore che la morte di Paolo le aveva dato, perdonò pubblicamente i suoi assassini. I figli, invece, influenzati anche dall'ambiente circostante e soprattutto dai parenti per parte paterna, iniziavano a covare un sentimento di vendetta. Era quello un sentimento che Rita si impegnava a scoraggiare e proprio per la sua lotta di insegnare ai figli il perdono, gli stessi le furono sottratti dalla famiglia di Paolo e le fu vietato di rivederli fino a quando il grido di Paolo avesse smesso di invocare giustizia. Così Rita doveva superare anche il dolore che nessuna madre vorrebbe vivere: l'allontanamento dei figli.

A Cascia frattanto era scoppiata anche un'epidemia di peste che non risparmiò nessuno di quelli che aveva risparmiato la faida e purtroppo colpì anche i due figli di Rita, portati poi con una febbre fulminante nel vicino ospedaletto della città. Rita accorse subito appena ebbe la notizia ma i due figli morirono sotto i suoi occhi.

 

Vedova e monaca

Accecata, distrutta dal dolore della perdita dei figli Rita pensò di ritirarsi subito a vita monastica nella comunità agostiniana di Cascia. La badessa, non volle dare subito a Rita la possibilità di prendere i voti, dato e considerato uno stato d'animo tormentato e confuso, arrabbiato e segnato dal dolore. Entravano inoltre in gioco altre situazioni come la condizione di Rita e il fatto della morte di Paolo e da questi due derivava un pericolo anche per il convento. Rita infatti prenderà i voti entrando ufficialmente nella comunità di monache agostiniane solo dopo un certo periodo di tempo (4 anni). La badessa infatti aveva riconosciuto un sincero, chiaro e sicuro cambiamento in Rita e le aveva concesso di prendere i voti.

 

Il dono della stigmate

Nel 1442 si compie il miracolo che darà a Rita la Stigmate. infatti era inginocchiata davanti ad un crocefisso o un'immagine del crocefisso, quando una spina della corona di Cristo si "stacca" dall'immagine e le si conficca sulla fronte. Sarà quello un segno indelebile e che farà male per tutta la vita. Un dolore uguale a quello che provò Cristo sulla Croce prima di spirare.

 

La morte e il culto della Santa

Rita muore a Cascia il 22 maggio 1457 all'età di circa 76 anni. Sembra che poco tempo prima di morire Rita avesse chiesto ad una consorella di portarle una rosa, ma la consorella rispose che era impossibile essendo un periodo che le rose non fiorivano. Invece nel chiostro una rosa era fiorita. La rosa infatti viene benedetta nella ricorrenza della santa, il 22 maggio.

Tra i miracoli attribuiti a Rita ricorrono spesso proprio episodi in cui viene realizzato l'impossibile come la guarigione di un uomo malato di peste.

Santa Rita è anche conosciuta come la Santa degli Impossibili proprio per questo motivo.

Non fu fatta santa nè beata subito. il Processo di beatificazione si aprì solo dopo il 1620 e venne proclamata beata solo nel 1626. Il processo per la santificazione si chiuderà solo nel 1900 quando verrà proclamata Santa. La festa si celebra il 22 maggio. Molte sono le grazie ottenute da queste santa straordinaria di cui molti sono divenuti devoti.

Fonti bibliografiche per le notizie storiche

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